Nel mondo dei messaggi, nel mondo in cui tutto arriva dappertutto in modo
asfittico e contratto perché il cellullare è tutto tranne che un telefono, nel mondo
in cui parlare non è visto di buon occhio perché troppo impegnativo, meglio
un messaggio magari un vocale, le cartoline sono ormai materiale obsoleto.
Non si spedisce nulla se non per posta elettronica, arrivano solo pacchi ordinati
on line. Le foto sono selfie, meglio video e anche loro partono via internet. Le
cabine telefoniche poche scatole guaste, urbana nostalgia.
Ma è proprio in un mondo così che insiste in me il desiderio di mandare cartoline,
cartoline di carta intendo, anche se particolari perché cartoline (de)scritte
da poesie.
“Cartoliriche” insomma. Versi che pitturano luoghi nel fronte, versi che recano
pensieri, i più intimi o i più vaghi, nel retro. Recto e verso in versi. Esattamente
66 poesie che cantano il “davanti” e 66 poesie che vergano il “retro”.
La mia posta per voi in questo libro.