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Sommerso oblio, gondole

Sommerso oblio, gondole

Qui vagano gli spiriti

fra cieli, canali e inferi

labirinto misterico

dove si esorcizza il male

col caos del carnevale

perenne è il mascherare

di parrucche e spessa cipria

il grottesco funerale.

Ma il pesce sirena strega

pensieri coi suoi scudieri

e sulla soglia sta il monito:

sciabordare e dondolare.

Sono casse inusitate

di nera pece dorate

la sera cavalli in fila

in scuderia. Fra bricole

come canapi ch’imbrigliano

le teste senza criniera

scuotono ferri lucidi

beccano i pettini umidi

Un fuso è il corpo, la pancia 

accoglie paonazza in coppa

pennacchi rotta i garofani.

Fra la bara e la culla

qui trasporta la vita.

Venezia è la gondola,

il piombo e la tenebra

della giostra che mostra

coriandoli in favola.

video https://www.facebook.com/cinziadellacianaprofile/posts/3116946455219079

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